La verniciatura elettrostatica

La verniciatura elettrostatica in sicurezza

La verniciatura elettrostatica si basa sul principio che “cariche elettriche di segno opposto si attraggono, mentre quelle di segno uguale si respingono”
Se particelle di vernice atomizzate in finissime goccioline vengono caricate per contatto o per induzione da elettrodi con cariche elettriche negative, queste vengono attratte da qualunque oggetto che possiede una carica positiva, nel caso più ricorrente a potenziale di terra.
Per poter caricare le particelle di vernice, bisogna disporre di un generatore elettrostatico capace di erogare una tensione dell’ordine di 60 –100 KV.
Il percorso delle particelle di prodotto verniciante viene influenzato dalla risultante delle forze meccaniche ed elettriche, dando origine all’effetto avvolgente che permette di ricoprire in parte anche le zone non in vista del manufatto.
Il risparmio di prodotto verniciante, tenendo conto della ridotta dispersione del prodotto, può essere stimato fra il 30% ed il 70% rispetto alla spruzzatura pneumatica.
Diversi sono i sistemi per l’atomizzazione dei prodotti vernicianti nelle apparecchiature elettrostatiche:

- Atomizzazione per solo effetto del campo elettrostatico; è il caso della verniciatura elettrostatica a “lama”, dove il prodotto verniciante che viene fatto circolare fra due lame, caricato elettrostaticamente , viene attratto solo in presenza del pezzo, che è posto su un trasportatore a potenziale di terra. Tale applicazione è mirata per particolari manufatti ed è solo automatica.

- Atomizzazione meccanica; nelle apparecchiature a campana rotante e a dischi a bassa ed alta velocità. In questo caso il prodotto caricato con una tensione negativa fino a 100KV viene inviato ad una campana, munita di piccolissimi fori su tutta la circonferenza, che ruota ad una velocità fino a 50.000 giri/min. Il prodotto caricato viene suddiviso in piccolissime goccioline, che vengono attratte dai particolari da verniciare, posti su trasportatori o su bracci di robots.

- Atomizzazione pneumatica; in tali apparecchiature l’aria di atomizzazione riduce il diametro delle particelle di vernice che, caricate elettrostaticamente, si depositano sui manufatti da verniciare. Tali apparecchiature possono essere sia manuali che automatiche.

- Atomizzazione idraulica; in pistole manuali o automatiche, che sfrutta il principio della spruzzatura “airless”, dove il prodotto viene inviato all’ugello della pistola ad alta pressione e caricato elettrostaticamente. Tale sistema permette una resa di trasferimento del prodotto maggiore anche del 75%. Il sistema permette di ottenere risultati ancora migliori, se si provvede a riscaldare il prodotto verniciante con una temperatura dell’ordine di 80°C, mantenendolo a temperatura costante per mezzo di un ricircolo continuo del prodotto stesso.

L’applicazione di vernici con il sistema elettrostatico rientra nella classificazione dei sistemi a basso impatto ambientale, che sono incoraggiati dalle autorità preposte alla tutela dell’ambiente.

In sintesi, utilizzando un sistema elettrostatico i vantaggi possono essere così riassunti:
· risparmio di prodotto verniciante
· maggior produttività
· minori emissioni di SOV in atmosfera
· minor manutenzione delle cabine di verniciatura,
· maggior salubrità per l’operatore.
Rampo 2011

A proposito di DPI

Reparto Verniciatura:

a proposito dei Dispositivi di Protezione Individuale

Spesso capita che entrando nel reparto verniciatura di un terzista, ma anche in aziende che producono manufatti che devono essere verniciati, (carpenterie, aziende metalmeccaniche, ecc.) ci si trovi di fronte a condizioni di lavoro ancora molto lontane da uno standard accettabile, rispetto alla sicurezza e salute degli operatori addetti a tale reparto
Bisogna ricordare che, ove non è possibile tutelare la sicurezza e la salute con mezzi tecnici adeguati, bisogna impiegare i Dispositivi di Protezione Individuale che vengono utilizzati dagli operatori.
Dall’esperienza “sul campo” si è potuto accertare che, anche se con motivazioni diverse, vi è ancora molto disinteresse all’utilizzo dei DPI, e ciò per gravi responsabilità da parte del datore di lavoro, ma spesso anche da parte dei lavoratori. Nello specifico della verniciatura, basterebbe attenersi alle indicazioni che compaiono sulla scheda di sicurezza dei prodotti vernicianti per capire quanto i DPI siano importanti. Nella manipolazione e utilizzo dei prodotti vernicianti, i DPI devono salvaguardare dal contatto tutto il corpo, quindi è necessario impiegare tute impermeabili traspiranti, copricapo, occhiali protettivi, guanti, ecc.
Per quanto riguarda la protezione delle vie respiratorie, è normalmente sufficiente ricorrere a semimaschere con cartucce e filtri combinati , da sostituire rispettando rigorosamente le indicazioni del produttore. Per situazioni particolari, si può ricorrere a caschi alimentati con aria pulita.
Una volta terminato l’uso, i DPI personali vanno riposti e custoditi in luoghi igienicamente protetti.
Con l’entrata in vigore del D.Lgs.81/2008 oggi è il preposto che, ai sensi dell’art.19, comma1, lettera a, deve “sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti”. Tale inosservanza è sanzionata con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 Euro.
Dal loro canto i lavoratori, ai sensi dell’art.20, comma 2, lettera d (D.Lgs 81/08) devono “utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione”.
L’inosservanza è sanzionata con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 500Euro.
L’obbligo dei lavoratori è inoltre quello di provvedere alla cura dei DPI messi a loro disposizione e di non apportare alcuna modifica agli stessi.
Tra l’altro, nella scelta dei DPI, bisogna tenere conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore, e prevedere che possano essere adattati al singolo utilizzatore, secondo le sue esigenze.

Bastano a volte pochi accorgimenti per rendere sicuro il lavoro del verniciatore, che deve essere il primo a dimostrare una cultura della sicurezza che garantisca la propria e altrui incolumità, e deve collaborare con il preposto per rendere più sicuro il posto di lavoro.
Ad esempio, bisogna ricordare al capo che in prossimità delle aree di verniciatura è opportuno predisporre docce oculari, debitamente segnalate, e che gli armadietti per i verniciatori devono essere del tipo “a doppio scomparto”, per separare fisicamente gli indumenti civili dagli indumenti da lavoro.

C’è ancora molto da fare…….

Rampo 2011

Verniciatura a caldo


Spruzzatura a caldo a bassa pressione

La verniciatura a spruzzo a caldo spesso offre vantaggi considerevoli, troppo spesso ignorati. Vale quindi la pena  soffermarci brevemente su tale sistema.

La verniciatura a spruzzo, nei sistemi nei quali viene effettuata, può utilizzare prodotti applicati a temperatura ambiente, oppure a temperature superiori, allo scopo di sfruttare la viscosità più bassa per facilitare l’atomizzazione della vernice con minor pressione.

Per una buona applicazione, i prodotti vernicianti di fornitura  a temperatura ambiente devono essere diluiti a volte fino al 30 %, per raggiungere una giusta viscosità di applicazione.

E’ bene ricordare  che, mediamente, un prodotto verniciante ad una viscosità di 60sec (Ford4) a 20°C, se riscaldato ad una temperatura di 80°C, avrà una viscosità di 20sec (Ford4).

E’ quindi evidente che un prodotto verniciante se riscaldato, ridurrà drasticamente la quantità di diluente impiegato per raggiungere la viscosità di applicazione

Varie esperienze eseguite con sistemi airspray, hanno dimostrato che, per ottenere le condizioni più efficienti per un sistema di verniciatura a caldo, bisogna attenersi alle seguenti condizioni:

a)      impiego di vernici con viscosità a freddo di 24-30sec Ford4

b)      temperatura di spruzzatura nel valore di 70-80°C

c)      bassa pressione di polverizzazione (2-2,5bar)

Con queste condizioni, si possono ottenere un notevole risparmio di vernice e superiori prestazioni qualitative-quantitative.

La bassa pressione di spruzzatura determina un minor overspray, consentendo un risparmio di materiale nell’ordine del 20-25%

La spruzzatura a caldo a bassa pressione si riferisce principalmente a prodotti vernicianti a base solvente mentre, per i prodotti all’acqua, tale applicazione presenta qualche difficoltà dovendo tener conto del punto di addensamento del prodotto, che può verificarsi ad una temperatura intorno ai 50°.

Nella verniciatura a caldo di prodotti a due componenti (epossidici, poliuretanici, ecc), bisogna prestare particolare attenzione al tempo di catalisi dei due componenti che, se riscaldati, si riducono drasticamente. In questi casi, i prodotti vengono riscaldati e addotti separatamente alla pistola di applicazione, che deve essere provvista di un miscelatore integrato.

Dopo la verniciatura a caldo, in funzione del tempo di catalisi, è bene prevedere un accurato lavaggio della pistola e del miscelatore integrato.

Nella pratica di tale sistema applicativo, si sono riscontrate alcune difficoltà di cui bisogna tener conto: non è opportuno riscaldare la vernice, lasciarla raffreddare e di nuovo riscaldarla. Tale operazione spesso provoca una graduale alterazione del prodotto.

Spuzzatura a caldo airless

La peculiarità di tale sistema è la continua circolazione del prodotto riscaldato nei tubi ad alta pressione, che portano il prodotto alla pistola, per evitate il raffreddamento del prodotto durante le pause di verniciatura. Nella verniciatura airless, si possono impiegare pressioni che raggiungono in alcuni casi fino a 500bar; impiegando prodotti riscaldati, tale pressione può essere ridotta fino al 50%. In pratica, si possono impiegare pressioni di 100-120bar con le quali si ottiene già una buona atomizzazione del prodotto.

La verniciatura a spruzzo effettuata a caldo, sia con il sistema airspray che airless, offre i seguenti vantaggi.

-         riduzione della viscosità per mezzo del riscaldamento della vernice

-         riduzione drastica della portata d’aria di polverizzazione  e della sua pressione

-         risparmio di vernice e di solvente

-         Riduzione del tempo di verniciatura

-         riduzione dell’overspray

-         minor inquinamento ambientale

-

Rampo 2010

(segue) Le apparecchiature di verniciatura meno dannose alla salute

Per ovviare in parte agli inconvenienti riscontrati con la spruzzatura pneumatica, l’attuale tecnica dispone di una varietà di apparecchiature di lavoro, che possono essere prese in considerazione, adatte ai diversi tipi di manufatti da verniciare.
Apparecchiatura AIRLESS:
questo sistema di verniciatura è costituito da una pompa che aspira il prodotto da un contenitore e lo invia ad alta pressione, attraverso un tubo, ad una pistola corredata di un ugello in metallo duro, di geometria ben definita. Il principio di funzionamento è semplice, e si può paragonare a quello che avviene quando, con un dito, strozziamo l’uscita di acqua da un rubinetto ottenendo la nebulizzazione della stessa. La repentina caduta di pressione, all’uscita dall’ugello di carburo di tungsteno, provoca l’atomizzazione del prodotto, producendo un ventaglio di minutissime goccioline di prodotto, che giungono a bassa velocità sul manufatto da verniciare.
La mancanza di aria di trasporto e la bassa velocità delle particelle di vernice riducono drasticamente il rimbalzo di prodotto sul manufatto da verniciare e, l’overspray quasi nullo, permette un notevole beneficio per la salute dell’operatore.
Un confronto di tale sistema rispetto all’applicazione con aerografo può essere così sintetizzato:
Vantaggi
Con l’applicazione airless, il tempo di spruzzatura si riduce drasticamente, perché la quantità di prodotto atomizzato attraverso l’ugello di metallo duro può raggiungere valori anche doppi, rispetto alla spruzzatura pneumatica.
Il sistema airless permette di applicare prodotti ad una viscosità maggiore, con evidenti ritorni sia economici, che di igiene ambientale.
Ulteriore vantaggio di tale spruzzatura è riscontrato dalla facile verniciatura di spigoli interni e zone
Cieche, che vengono raggiunte dal prodotto a bassa velocità con un overspray quasi nullo. Si possono inoltre applicare spessori notevoli di vernice con un’unica mano.
Svantaggi
La verniciatura con il sistema airless non permette di variare la geometria di spruzzo, essendo vincolata da un ugello di geometria definita, e l‘aspetto estetico del manufatto verniciato non sempre è di alta qualità.
La qualità dell’atomizzazione del prodotto verniciante dipende dalla pressione e dall’inserto dell’ugello in carburo di tungsteno, che deve essere sostituito ogni qualvolta presenta segni di usura.
E’ indispensabile che la pulizia dell’apparecchiatura a fine lavoro sia effettuata con cura, per evitare che particelle depositate nel tubo di adduzione possano intasare l’ugello.E’ quindi necessaria la pulizia accurata della rete del filtro, posto a valle della pompa.
Spesso, quando l’intasamento dell’ugello diventa frequente, l’operatore opta per la sostituzione dell’ugello con uno avente un orifizio maggiore, ma questo è un grave errore che peggiora l’aspetto del manufatto verniciato, presentandosi la possibilità di colature e di un eccessivo consumo di prodotto.
La tecnica airless richiede una notevole capacità dell’operatore, in particolare nella scelta dei parametri di verniciatura relativi alla pressione di atomizzazione, nella scelta degli ugelli e nel modo di operare. Per ottenere una buona verniciatura, il movimento della pistola deve essere rapido, evitando di ripassare sulle zone già ricoperte e mantenendo la pistola ad una distanza di circa 30cm dal manufatto.

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Le apparecchiature di verniciatura meno dannose

LE APPARECCHIATURE DI VERNICIATURA AIRSPRAY MENO DANNOSE PER LA SALUTE DELL’OPERATORE

Le seguenti valutazioni sono limitate alle apparecchiature di verniciatura a spruzzo per prodotti liquidi, sia manuali che automatiche.
La nocività delle operazioni di verniciatura si manifesta dalla possibilità che l’operatore possa inalare componenti polverizzati e volatili delle vernici applicate.
Ogni nuova apparecchiatura tende a ridurre drasticamente l’0ver-spray in confronto ad apparecchiature in uso, considerando che l’over-spray è un consumo indesiderato di prodotto legato principalmente al sistema di applicazione.
La verniciatura a spruzzo pneumatica (airspray), la cui diffusione risale agli anni 30, resta comunque un metodo assai diffuso vuoi per la qualità delle finiture dei manufatti, che per il costo relativamente modesto delle attrezzature
Nel corso dei decenni la verniciatura con “aerografo” si è evoluta se si considera che all’inizio tali apparecchiature erano caratterizzate da una forte dispersione del prodotto impiegato che superava di gran lunga il 50%, dovuta al gran volume di aria ad alta velocità impiegata ed al rimbalzo delle particelle sul manufatto.
Aerografo di nuova concezione può essere considerato l’ HVLP che utilizza per atomizzare il prodotto un alto volume di aria a bassa pressione. Questo comporta una drastica riduzione della pressione di atomizzazione (0,7bar rispetto ai 2,5-3,5bar con aerografo tradizionale) con una notevole riduzione dell’ overspray, dovuto ad una più bassa velocità dell’aria.
Tale apparecchiatura permette di raggiungere un’efficienza di trasferimento fino al 60% ricordando che si intende per efficienza di trasferimento il rapporto di massa o volume depositato sulla superficie da ricoprire ed il prodotto verniciante utilizzato per tale operazione.
Le particelle atomizzate con il sistema HVLP hanno una dimensione di 12-15micron, mentre con un aerografo tradizionale tali particelle sono dell’ordine di 7-8micron, si deduce quindi che la finitura del manufatto verniciato con le pistole HVLP per alcuni settori specifici dove la finitura è di primaria rilevanza, (carrozzeria,occhiali, particolari per cosmesi, ecc) non è sempre soddisfacente e quindi viene preferito l’aerografo tradizionale.
Sono oggi sul mercato nuove pistole ad alto trasferimento che uniscono la finitura delle vecchie airspray con la riduzione dell’over-spray impiegando una pressione di atomizzazione max di 1,7bar.
Con queste nuove apparecchiature la dimensione delle particelle di vernice atomizzate sono di 9-12micron, e la finitura del manufatto verniciato è di buona qualità e il tasso di trasferimento può raggiungere il 75%.
Da questa elementare disamina si deduce che impiegando apparecchiature di nuova generazione si ha un minor over-spray nella cabina di verniciatura tutelando la salute del verniciatore, ma elemento non meno importante è l’aumento della resa di trasferimento che può superare anche il 60%.
Ipotizziamo una azienda che utilizza pistole automatiche tradizionali su una linea di verniciatura con quattro unità, se le nuove pistole ad alto trasferimento garantiscono una resa maggiore anche solo del15/20% quanti soldi si risparmierebbero in un giorno inquinando meno?
Ma come al solito ancora una volta nel reparto di verniciatura non si ha mai tempo di provare soluzioni innovative e, di fare un poco di fatica per ritarare i parametri di processo.

Rampo 2010

Come deve operare il personale addetto a operazioni di verniciatura

Chi è un po’ addentro nelle cose di verniciatura, riconosce l’importanza che, insieme alle caratteristiche di progettazione della cabina di verniciatura, assume il modo di operare del personale addetto alle operazioni di applicazione dei prodotti vernicianti.

Ciò assume risvolti particolari in due specifici casi:

-        nella verniciatura in serie di pezzi sempre uguali o simili, posizionati  su bilancelle predefinite, che consentono all’operatore di prevedere con esattezza il modo di operare;

-        nella verniciatura di pezzi vari, perché richiede all’operatore di adeguare i suoi gesti e le sue operazioni in modo intelligente, non solo in funzione delle caratteristiche della forma dei pezzi da verniciare, ma anche in relazione alle caratteristiche funzionali della cabina e delle apparecchiature di applicazione.

Alcune modalità non corrette, nell’uso delle apparecchiature di verniciatura:

  • · spruzzare con pistole, in direzione “controcorrente” o con un angolo maggiore di 90° rispetto alla direzione dell’aria di ventilazione della cabina.

Quando questa operazione fosse assolutamente inevitabile per la conformazione dei pezzi da verniciare si dovrà preferibilmente ricorrere a :

-        impiego di operazioni automatiche riducendo al minimo il ritocco manuale

-        impiego di apparecchiature elettrostatiche e nel caso ciò non fosse possibile utilizzare apparecchiature che producono un ridotto overspray

-        impiego di pistole con prolunghe, affinché la zona di spruzzatura sia il più possibile distante dall’operatore

-        utilizzare obbligatoriamente i  dispositivi di protezione individuale, in particolare caschi alimentati con aria pulita

  • · tenere la pistola troppo vicina al pezzo da verniciare in particolare se si impiegano apparecchiature misto-aria, ciò può provocare rimbalzi e eccessivo overspray
  • · impiego di ugelli sporchi, usurati o danneggiati, che richiedono maggior aria compressa per l’atomizzazione del prodotto verniciante, e producono sprechi di vernice   ed eccessivo overspray
  • · nel caso di cabine con più operatori,  in posizione non corretta o troppo vicini.

- La distanza media tra due operatori che verniciano dovrebbe essere almeno di 3m, e la minima di 2m nel caso che gli operatori lavorino dallo stesso lato.

Nel caso in cui gli operatori occupino postazioni contrapposte nel verniciare, la distanza fra di essi deve essere valutata con una congrua maggiorazione. In questo caso è comunque opportuno che le fasi di verniciatura seguano un programma, seppur di massima, sincronizzato per ridurre al minimo la possibilità di interferenze e sfruttare al meglio le caratteristiche offerte dalla cabina.

E’ bene comunque, quando è possibile, impiegare ganci di appensione rotanti, perché ciò consente di utilizzare in modo più costante i parametri di ventilazione della cabina.

-        Nel caso di particolari di dimensioni medio-grandi, studiare ed impiegare nell’assoluto rispetto della sicurezza dell’operatore, piattaforme fisse o mobili, trabattelli e soppalchi, che consentano di ottenere una posizione ottimale dell’operatore, rispetto al manufatto da verniciare.

La tutela della salute del verniciatore

Il verniciatore del ventunesimo secolo è un operatore che applica vernici inserito in una logica di produzione industriale condizionata da tecniche applicative predeterminate e vincolanti. I materiali sui quali opera sono il legno, il metallo e la plastica, con una varietà di forme e grandezze che moltiplicano le esigenze di finitura. I prodotti vernicianti che usa sono il risultato di una tecnologia chimica sofisticata, nella quale hanno ruolo preponderante i derivati del petrolio.

I fattori di rischio per la sua salute possono  essere così schematizzati:

  • Componenti dei prodotti vernicianti
  • Luogo di applicazione prodotti
  • Tipo di impianto (cabine)
  • Tecniche di applicazione
  • Protezioni individuali
  • Istruzione dell’operatore
  • Esperienza dell’operatore
  • Manutenzione impianti

Senza addentrarci nell’elencazione dei prodotti vernicianti normalmente impiegati,  ci basti ricordare che la nocività tossica è legata ai componenti  chimici del prodotto che deve essere applicato. Solventi e diluenti sono i composti più pericolosi per i loro effetti cumulativi.

Sarebbe comunque opportuno che ogni datore di lavoro si adoperasse nella ricerca sul mercato di prodotti sempre meno pericolosi (che esistono!), che leggesse con attenzione le schede di sicurezza dei prodotti vernicianti che usa nella propria azienda ed informasse anche i suoi verniciatori sui contenuti di tali schede.

D’altronde quello della ricerca e dell’impiego di prodotti  meno pericolosi è un obbligo di legge al quale  il datore di lavoro non può sottrarsi, come dettato dal testo unico sulla sicurezza 81/2008.

Comunque, il modo e il grado con i quali la nocività coinvolge un addetto alla verniciatura, sono strettamente connessi anche ad altri fattori.

Di importanza determinante, è l’utilizzo di idonee apparecchiature per l’applicazione dei prodotti vernicianti. Non dovremo mai dimenticarci di cercare attrezzature che garantiscono la maggior resa di trasferimento del nostro prodotto applicato, onde evitare eccessiva dispersione nell’ambiente di particelle e vapori.

Le caratteristiche dell’ambiente in cui si vernicia e il tipo di cabina installata, sono altri elementi determinanti. Basti pensare alla diversità creata da una buona gestione degli impianti con manutenzioni e controlli programmati, rispetto ad un ambiente dimenticato, nel quale le efficienze, se pure non sempre visibili, rendono insalubre l’attività del verniciatore.

Non si deve dimenticare che il luogo in cui opera il verniciatore è la cabina, e quindi,per la costante efficienza della stessa, i controlli dei parametri di aspirazione, luminosità, temperatura, rumore, ecc, vanno periodicamente controllati.

Troppo spesso invece, la cabina diventa il luogo nel quale si annidano sporco, poca luce, contenitori aperti di vernice o diluenti, e quant’altro. Tali situazioni aumentano il rischio per il verniciatore, il quale, se non opportunamente addestrato, non acquisirà mai la vera consapevolezza di gestire le apparecchiature e gli impianti con cura, onde evitare rischi che possono ricadere sulla sua salute. Quante volte capita di vedere operatori che non utilizzano i dispositivi di protezione individuali, e preferiscono fumare una sigaretta mentre verniciano?

C’e ancora molta strada da fare nel reparto verniciatura

Altre valutazioni su prodotti “alto solido”

Altre valutazioni su prodotti “alto solido”

Nella  maggior parte dei casi, quando si parla di finitura con due mani con prodotti vernicianti liquidi, quando la si realizza su impianti in linea, si procede applicando la mano di fondo in una prima postazione e, dopo un breve appassimento, viene applicata la mano a finire. Tale ciclo viene normalmente definito bagnato su bagnato, ed un forno finale polimerizza i prodotti.

Nel settore delle macchine agricole, della carpenteria leggera , tale processo è normalmente in uso, ma in alcuni casi specifici specifici, alcuni prodotti alto solido possono già riunire in un unico prodotto le caratteristiche del ciclo bagnato su bagnato.

La scheda riportata è frutto dell’esperienza maturata in una grossa azienda di macchie agricole, che ha sostituito il fondo e lo smalto a finire, con un unico prodotto alto solido.

Valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche degli smalti alto solido, in confronto al ciclo standard bagnato su bagnato costituito da fondo e smalto a forno

CICLO STD B/B

SMALTO ALTO SOLIDO

SUPPORTO LAMIERA FOSF. Fe LAMIERA FOSF. Fe
COTTURA 30’ a 120°C A 140°C al supporto
SPESSORE 50+/-5 micron 50+/-5 micron
DUREZZA BZ SU VETRO 77- 83 77-83
IMPATTO 30 cm

DIAM ½ INCH 900g

NESSUNA

FESSURAZIONE

NESSUNA

FESSURAZIONE

PIEGATURA AL

MANDRINO CON.

NESSUNA

FESSURAZIONE

NESSUNA

FESSURAZIONE

ADESIONE AL RETICOLO

1 mm

2 mm

80 – 100%

100 %

100 %

100 %

RESISTENZA QUV (200 h) OTTIMA OTTIMA
RESISTENZA ESTERNA

( 4 MESI )

OTTIMA OTTIMA
ESPOSIZIONE NEBBIA

SALINA (200 h ) penetrazione sulla croce

6 – 8 mm 6 – 7 mm

Dalla lettura di questi valori si può desumere che, utilizzando prodotti alto solido, si ottengono notevoli vantaggi non solo  per quanto concerne la riduzione delle emissioni di SOV in atmosfera, ma anche per il costo dell’intero processo di verniciatura.

Infatti, l’utilizzo di un prodotto alto solido, che permette l’eliminazione della mano di fondo, della relativa cabina di applicazione e del verniciatore, può essere facilmente quantificato in termini economici.

Anche se un prodotto alto solido ha  un costo maggiore rispetto ad un prodotto verniciante tradizionale, questo aumento è ampiamente giustificato dagli elementi sopra descritti.

Quanto finora descritto è frutto di un notevole sforzo innovativo prodotto dai fornitori di vernice e dall’utilizzatore, che ha portato alla fine ad un brillante risultato. Troppo spesso, però, gli utilizzatori non hanno tempo di provare e valutare innovazione, mentre alcune figure di fornitori non sanno, o non vogliono, proporre nulla di veramente innovativo.                                                          

Un aiuto alla riduzione delle emissioni in atmosfera di SOV , le vernici ad alto solido

La ricerca di prodotti vernicianti a più alto contenuto di solidi ha sempre impegnato i laboratori dei più importanti produttori di vernici, finalizzata alla riduzione delle emissioni di solventi in atmosfera.

Da una semplice comparazione tra uno smalto a forno convenzionale ed un prodotto alto solido, possiamo evidenziare elementi di notevole importanza (vedi tabella):

Smalto a forno nero opaco

Prodotto alto solido

Prodotto Convenzionale

R.S. in peso alla fornitura %

70

51

p.s. alla fornitura g/l. 1200 1150
Rapporto di diluizione 100: 0 25
p.s. mix solvente g/l. 870 870
p.s. all’applicazione g/l 1200 1094
R.S. in peso all’applicazione % 70 41
V.R.S. all’applicazione cm3/kg 488 236
Micron secchi applicati 50 50
Resa teorica per 50 micron di film

secco applicato m2/Kg.

9,8 4,7

EMISSIONI SOLVENTE:

gr/kg di solvente alla fornitura

300

490

grammi di solvente emessi per 1 Kg di

prodotto pronto all’uso

300 490+25%= 612,5
grammi di solvente emessi per ogni m2 di superficie applicata allo spessore di 50 micron di film secco:

30,6

130,3

Questi dati sono estratti da una esperienza concretizzata da una primaria azienda metalmeccanica che ha sostituito i prodotti convenzionali con prodotti alto solido fin dal lontano 1995 impegnando due aziende primarie nello studio di fattibilità dell’utilizzo di tali prodotti.

Dalla tabella si evidenzia l’importanza del secco del prodotto verniciante alto solido, che permette una resa doppia a parità di spessore sui manufatti. Anche il tempo di applicazione del prodotto viene notevolmente ridotto perché a parità di spessore di film secco, le passate per ricoprire il manufatto verranno ridotte drasticamente.

Altro elemento importante per quanto concerne l’utilizzo di prodotti alto solido, è la notevole riduzione  di solvente emesso per metro quadro verniciato, rispetto  ai prodotti tradizionali che ha permesso all’utilizzatore di non investire in post-combustori o quant’altro per ridurre le emissioni in atmosfera.

Appunti di viaggi in un reparto verniciatura

Continuando il nostro percorso nel reparto verniciatura, ci si accorge che alcune cose possono essere decisamente migliorate, ed in particolare i parametri di controllo del processo, che spesso sono solo patrimonio del verniciatore anziano che come un santone aggiusta, modifica, valuta, ecc. Viviamo un momento nel quale la filosofia della qualità è ricorrente in ogni attività, ed anche per la verniciatura tutto dovrebbe essere riconducibile non solo alla rintracciabilità dei manufatti verniciati in modo esemplare, ma anche per ogni fase del processo poter utilizzare procedure di facile lettura che permettano ad ogni operatore di reparto, preventivamente addestrato, di intervenire ove ve ne fosse bisogno.

Facciamo un semplice esempio:

Ipotizziamo che in una cabina manuale un verniciatore utilizzi una pistola elettrostatica a bassa pressione per l’applicazione di vernici liquide, sarà opportuno approntare una scheda nella quale compaiano i parametri di lavoro quali:

Pressione prodotto verniciante 0,8-1,2 bar

Erogazione prodotto 150-180gr/min

Aria di atomizzazione prodotto 1,8-2,2 bar

Tensione elettrostatica pistola manuale 70KV (potenziometro su generatore posizione 4-5)

Viscosità del prodotto pronto all’uso 20-22sec Ford4

Una volta definiti i parametri ottimali di verniciatura sarà molto più facile individuare anomalie in fase di applicazione prodotti, o di anomalo funzionamento delle apparecchiature di processo.

Altro elemento importante per una corretta gestione del processo è quello di definire delle schede manutenzione macchine, che per mezzo di una manutenzione giornaliera (non soggetta a registrazione) e una manutenzione ordinaria (con obbligo di registrazione) garantiscono un’efficienza di processo costante. In particolare nella manutenzione ordinaria per ogni attività da svolgere vi sarà una breve descrizione della attività da svolgere,  la frequenza, e a chi compete tale intervento.

Le schede dovranno essere redatte nel modo più semplice possibile, ed in particolare per quanto concerne la manutenzione ordinaria dovrà bastare una data e una firma per attestare l’avvenuta registrazione dei valori riscontrati.

E’ estremamente importante che tale attività venga svolta  con solerzia, onde evitare che impianti o apparecchiature possano subire rotture o mal funzionamenti che inciderebbero notevolmente sulla mancata produttività e quindi sui costi di verniciatura

Altra operazione importante, (spesso dimenticata) è quella di poter annotare  da parte del responsabile di reparto, su apposita scheda i dati relativi al funzionamento impianto quali:

ore funzionamento impianto, ore dirette, numero di bilancelle o pezzi verniciati, soste, ore manutenzione, ore indirette, ecc., tutti questi elementi riportati mensilmente, permettono una veritiera analisi dei costi di gestione e di produttività degli impianti.

Questi elementari accorgimenti permetteranno di avere una reale gestione del reparto e la loro finalizzazione è anche il coinvolgimento di tutto il personale per una migliore qualificazione, e per non lasciare a pochi eletti l’arte del verniciare